Castelli, borghi e strade di crinale
Quattro giri che si fanno in giornata partendo da un campeggio, senza rifare la stessa strada.
Gli itinerari dell'Emilia Romagna hanno un vantaggio pratico: si sviluppano quasi tutti in orizzontale, lungo una fascia, e quindi si percorrono in un senso e si torna nell'altro senza ripassare dove si è già stati. Quelli che seguono partono dalla costa o dalla via Emilia e stanno in una giornata.
I castelli del ducato
Fra Parma e Piacenza, sulle prime colline, ce n'e una fila: Torrechiara con le sale affrescate, Bardi arroccato su uno sperone rosso, Fontanellato con il fossato pieno d'acqua, Castell'Arquato che è un borgo intero appoggiato al pendio. Sono tutti entro mezz'ora l'uno dall'altro e la strada che li unisce passa fra i vigneti dei colli piacentini. Si parte da Fidenza o da Piacenza e si rientra sulla via Emilia.

I borghi dipinti e la vena del gesso
Sopra Imola e Faenza le colline si alzano poco ma bastano. Dozza ha i muri dipinti; Brisighella ha tre rocche su tre pinnacoli e una via sopraelevata che era la stalla degli asini; la vena del gesso è una lunga barra bianca che affiora dal verde e si vede da lontano. Da un campeggio della riviera sono un'ora abbondante di strada.
La strada del crinale
Chi ha tempo può prendere la strada che corre in quota da un passo all'altro: il Passo della Cisa, il Cerreto, l'Abetone, la Futa. Non è un percorso da fare di fretta e non tutti i tratti sono adatti ai mezzi lunghi, ma in luglio è la maniera migliore di attraversare la regione senza prendere un colpo di calore.
Il delta in bicicletta
Dai lidi di Comacchio si entra nelle valli su strade d'argine chiuse al traffico. Il giro classico tocca Comacchio con i suoi ponti, l'abbazia di Pomposa e le postazioni da cui si guardano i fenicotteri. È piatto, lungo quanto si vuole e con poca ombra: si parte presto.