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Emilia Romagna

Il Po, la via, il crinale

Tre fasce parallele larghe poche decine di chilometri, e un Appennino che nessuno si aspetta così alto.

Guardata dall'alto, l'Emilia Romagna è fatta di strisce. La prima è il Po, che la chiude a nord per quasi trecento chilometri e non è un fiume qualunque: è un confine, un argine continuo e un paesaggio a sé, con le golene, i pioppeti e i paesi costruiti sul rialzo. La seconda è la pianura bonificata, tutta campi e canali. La terza è la via Emilia con le sue città. Poi la collina, e infine la montagna.

Il Po in autunno, verso Ferrara: l'acqua ferma e la riva bassa di pioppi

La pianura non è vuota

Chi la attraversa in autostrada la giudica noiosa, e non ha tutti i torti: vista a centotrenta all'ora è una successione di capannoni. Vista dalle strade bianche è un'altra cosa. La bassa parmense e reggiana è la terra del culatello e delle corti chiuse; la bassa modenese e ferrarese è tutta bonifica, con le idrovore e i canali più alti dei campi; nel ferrarese si pedala per giorni senza una salita, ed è uno dei motivi per cui qui il cicloturismo funziona davvero.

L'Appennino, che è vero Appennino

Il crinale che separa l'Emilia dalla Toscana supera i duemila metri in più punti: il Monte Cimone arriva a 2.165, il Monte Cusna a 2.121, il Corno alle Scale si ferma a 1.945. Sono montagne di faggi, di pascoli alti e di laghi piccoli lasciati dai ghiacci: i Cento Laghi parmensi, il Lago Santo, il Lago Scaffaiolo. Due parchi nazionali, quello dell'Appennino Tosco Emiliano e quello delle Foreste Casentinesi, ne tengono insieme i pezzi migliori.

La cosa che sorprende è la distanza. Da Bologna al Corno alle Scale ci sono settanta chilometri, da Reggio al Cusna ottanta, da Parma al Lago Santo sessanta. In luglio si passa dai trentacinque gradi della pianura ai venti scarsi dei mille e cinquecento metri in un'ora e mezza di strada.

La costa e il delta

Il litorale è basso e sabbioso da un capo all'altro, e a nord si scioglie nel delta del Po: valli salmastre, canali, dossi di sabbia e una quantità di uccelli che non ha uguali in Italia. È un paesaggio che non somiglia a nient'altro nella regione, e infatti è riserva della biosfera per l'Unesco. Chi ci va in bicicletta o in barca lo capisce meglio che dall'auto.